In questo blog vengono presentati i romanzi dello scrittore di thriller Marco Mercatelli... e non solo!

I cattivi di “Sotto l’ombra del gufo”



Sarebbe stato scontato parlare del protagonista del libro Mark Rovere, per questa ragione, ed essendo un anticonformista-populista, ho deciso di parlare dei “Cattivi”.
Un po’ perché oggi mi sono svegliato più cattivo del solito, ma soprattutto perché solo grazie a loro, un romanzo può definirsi thriller. I personaggi malvagi sono quelli che vengono odiati dal lettore, ma allo stesso tempo ammirati per la loro cattiveria, è un ragionamento perverso e quasi folle, ma è la verità. Nel libro Sotto l’ombra del gufo, abbiamo tre personaggi che possono essere senza dubbio definiti “Cattivi”. Il primo è padre Davide chiamato anche Faccia da porco, a causa della sua menomazione che rende il suo volto molto simile a quello di un maiale; il secondo è padre Walter, il padre superiore che con la violenza e il terrore, mantiene il potere su tutto il monastero; terzo e ultimo è Thompson, colui che si espone in prima linea contro il protagonista.
In questo post voglio dilungarmi solo sul primo: “Faccia da porco”.
Il suo nome deriva dal fatto che esso è pressoché privo di naso (nel racconto viene descritto tramite un flashback come viene sfigurato). Costui ha un animo subdolo e infimo, durante tutta la narrazione pensa sempre e solo a sé stesso, senza quasi mai un briciolo di pietà per nessuno, l’unica cosa che lo ferma è la paura. Questo forse è il punto fondamentale, come tutte le persone meschine e pusillanime, esso si approfitta di chi è più debole come padre Manuel, (il buono per eccellenza) ma si ferma davanti a quella autorità (padre Walter), che non può essere valicata in nessun modo. La sua posizione sociale, alla pari degli altri confratelli non lo appaga, e per questo cerca in tutte le maniere di farsi apprezzare da chi teme. Questo suo atteggiamento lo porta a ricattare e a usare una violenza, che sfocia in una vena palesemente sadica.
Durante la stesura di queste poche righe, ho riflettuto su di una cosa: Quando si scrive un romanzo, vengono creati innumerevoli personaggi dalle più disparate personalità. La creazione di quest’ultima viene influenzata dalle esperienze di vita dell’autore, e dalla sua stessa personalità. A questo punto mi sono posto una domanda: “Possibile che la personalità dei personaggi ideati da uno scrittore, non siano altro che il frutto di una suddivisione della propria personalità?”.
Faccia da porco potrebbe essere la rappresentazione della crudeltà, che si cela realmente nell’animo del narratore?
A questa domanda non voglio dare risposta…


Marco

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